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venerdì 21 marzo 2025

"Essere nemici degli Stati Uniti può essere pericoloso, ma essere loro amici è fatale". Kissinger lo disse veramente?

"Essere nemici degli Stati Uniti può essere pericoloso, ma essere loro amici è fatale" 

Kissinger disse davvero questa frase, che in tanti gli attribuiscono?

La risposta è: sì, probabilmente la disse, ma in un contesto ben diverso da quello che solitamente si 

pensa.

Innanzitutto, è bene precisare che questa frase fu detta, la prima volta (per quel che ne sappiamo) dal maggiore generale Aleksey Efimovich Vandam "Edrikhin" (nella foto sotto), dell'esercito russo imperiale, ai tempi della guerra boera (1899-1902). 


L'alto ufficiale, infatti, nello spiegare le ragioni per cui riteneva opportuno creare un'alleanza con la Germania e con la Francia escludendone la Gran Bretagna, disse:

Наконец наступает очередь и Китая, который после своих разнообразных опытов с англичанами и американцами смело мог бы сказать теперь — «плохо иметь англосакса врагом, но не дай Бог иметь его другом!».

Traduzione:

Infine, adesso è la Cina, che, dopo le varie esperienze con inglesi e americani, può tranquillamente dire: "È brutto essere nemici degli angolosassoni, ma Dio ci scampi ad averceli come amici!". 

Fonte

Kissinger (nella foto sotto) conosceva, molto probabilmente, quella frase, dato che il generale Edrikhin era stato autore di testi conosciuti e apprezzati nella politica internazionale.


Ebbene, alla fine del 1968, Kissinger stava parlando con William F. Buckley Jr., un diplomatico delle Nazioni Unite. 

Mancavano poche settimane all'insediamento del nuovo presidente USA, Richard Nixon, e alcuni politici americani premevano affinché gli Stati Uniti provocassero la deposizione di Nguyen Van Thieu, allora presidente del Vietnam del Sud, prima ancora che Nixon si insediasse.

Kissinger, nel commentare questa circostanza con Buckley (nella foto sotto), rammentò la sorte subita da un altro statista vietnamita,  Ngo Dinh Diem, che era stato presidente del Vietnam del Sud dal 1955 al 1963, quando fu deposto e assassinato in un colpo di stato.


Kissinger disse a Buckley: "Nixon deve sapere che se Thieu dovesse fare la stessa fine di Diem, tutto il mondo direbbe che può essere pericoloso essere nemici degli Stati Uniti, ma essergli amici è fatale".

Buckley è l'unica fonte di questa affermazione e ha narrato la circostanza in un libro (United Nation Journal: A Delegate's Odyssey) che ha pubblicato nel 1974, descrivendola con queste parole:

In late November, I was lecturing in Los Angeles. Kissinger reached me by phone. That day Secretary of Defense Clark Clifford had blasted Thieu for taking so adamant a stand on the requisite shape of the bargaining table in Paris. I still have the notes I took.

"Nixon should be told," Kissinger said, "that it is probably an objective of Clifford to depose Thieu before Nixon is inaugurated. Word should be gotten to Nixon that if Thieu meets the same fate as Diem, the word will go out to the nations of the world that it may be dangerous to be America's enemy, but to be America's friend is fatal."

Ecco, quindi, il contesto reale della frase di Kissinger. Non era una sua idea, ma era solo un avvertimento su ciò che il mondo avrebbe pensato se gli Stati Uniti avessero tradito il presidente vietnamita Thieu. 

Per approfondire: 

SNOPES | Did Kissinger say it's 'dangerous to be America's enemy' but 'fatal' to be its friend?

SKEPTICS | Did Henry Kissinger say "it may be dangerous to be America's enemy, but to be America's friend is fatal"?

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