L'interminabile colonna d'acciaio era diventata un'interminabile colonna di ruggine.
Il 12 aprile, quando ormai le forze russe superstiti, nell'area di Kiev, pensavano solo a come riuscire a ritornare in Russia prima di essere catturate o distrutte, Medvedchuk fu individuato e catturato dalle forze speciali ucraine:
La capitale, Kiev, era salva. E gli ucraini avevano vinto la loro prima battaglia della guerra. La più importante, perché da quel momento in poi la Russia aveva fallito il suo obiettivo principale: piegare e conquistare l'Ucraina.
E' davvero ridicolo che qualcuno cerchi di sminuire o negare questa grande vittoria ucraina, sostenendo che l'attacco a Kiev fosse solo un "diversivo" (abbiamo visto quanti mezzi e uomini vi furono impiegati e quali perdite devastanti abbiano subito i russi) o che la ritirata da Kiev fosse stata concordata come gesto di apertura da parte dei russi sul tavolo dei colloqui di pace che le delegazioni di Mosca e Ucraina avevano avviato (vi pare che quelle immagini raffigurino una "ritirata amichevole"?).
E questa battaglia è stata vinta dagli ucraini, si badi bene, ben prima di iniziare a ricevere gli aiuti militari occidentali. L'hanno vinta con le proprie armi obsolete e malandata, con le poche centinaia di missili Javelin che già possedevano, con una manciata di drone TB2 di produzione turca e, soprattutto, con la loro straordinaria determinazione.
Gli altri fronti.
Se a Kiev i russi si confrontavano con una disastrosa disfatta, sugli altri fronti le cose non andavano poi tanto meglio. Dopo la spinta dei primi giorni, l'avanzata russa si era arenata di fronte alla resistenza ucraina.
I russi erano riusciti a prendere Kharkiv a est, Kherson a sud e a occupare il tratto di territorio che collega la Crimea al Donbass, conquistando Melitopol e Mariupol.
Di fatto, dopo tre mesi l'avanzata russa era terminata:
L'ultima città a cadere nelle mani dei russi in quella prima fase della guerra fu Mariupol, che aveva resistito ai tentativi di conquista nei primi giorni dell'invasione ma si era poi ritrovata circondata e assediata.
La bellissima città del Mar Azov non fu risparmiata dai bombardamenti russi, che la ridussero a un cumulo di macerie.
(
Ukrainska Pravda) (
BBC)
Gli ultimi difensori ucraini si asserragliarono nelle acciaierie Azovstal, un vasto complesso industriale con una intricata rete di tunnel e bunker sotterranei concepiti come rifugi nucleari.
Tra i difensori c'erano anche centinaia di soldati appartenenti al cosiddetto "battaglione Azov", un reparto nato nel 2014 come milizia mercenaria e utilizzato per combattere contro le milizie filorusse e i mercenari della Wagner utilizzati dai russi in Donbass. Additato come un covo di neonazisti, il reparto era stato inquadrato nelle forze regolari della difesa territoriale ucraina, aveva perso la componente mercenaria ed era stato elevato al rango di brigata, su più battaglioni.
Uno di questi battaglioni era stato assegnato alla difesa di Mariupol ed era asserragliato nelle acciaierie, assieme ad altri reparti militari.
Il 20 maggio del 2022, dopo aver ricevuto il placet dello stato maggiore delle forze armate ucraine,
la guarnigione si arrese. Secondo fonti russe, più di 2.400 militari ucraini furono fatti prigionieri a Mariupol (
Reuters).
La strage dei generali.
Dall'inizio dell'invasione, almeno
nove generali russi sono stati uccisi sul campo e nelle immediate retrovie. Di queste uccisioni, sette sono state confermate ufficialmente dal Cremlino (
Wikipedia).
Il primo a cadere è stato il generale Andrey Sukhovetsky, ucciso il 28 febbraio del 2022 durante l'assalto all'aeroporto di Hostomel.
L'ultimo, in ordine di tempo, è stato il generale Alexander Tatarenko, ucciso il 31 gennaio 2024 da un attacco missilistico ucraino contro il bunker sotterraneo che ospitava il comando della base aerea di Belbek in Crimea.
Il motivo per cui tanti generali e ufficiali superiori russi sono stati uccisi è dato dall'inefficienza del sistema di comando russo che non concede iniziativa ai comandanti locali e che non prevede la condivisione delle informazioni. Pertanto, la presenza degli ufficiali superiori in prossimità del fronte è necessaria per garantire la corretta esecuzione delle istruzioni che arrivano direttamente dai vertici delle forze armate. In altre parole, il Cremlino non si fida dei propri comandanti sul campo e vuole i generali accanto a loro, per controllarli e guidarli. E, ovviamente, questo comporta un aumento esponenziale dei rischi per la loro incolumità.
L'affondamento dell'incrociatore Moskva.
Il 14 aprile del 2022 gli ucraini lanciarono due missili antinave Neptune contro l'incrociatore Moskva, nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero.
La grande unità (oltre 9000 tonnellate di stazza e 186 metri di lunghezza) era utilizzata dai russi per controllare gli spazi aerei sul Mar Nero e nell'area di Odessa, grazie alla potenza dei suoi radar. Proprio le emissioni radar della nave avevano consentito agli ucraini di localizzarla con precisione, grazie ai sensori di cui è dotato il sistema di difesa costiera Neptune. Questo sistema missilistico antinave è stato progettato e sviluppato in Ucraina ma non era ancora entrato in produzione di serie. All'inizio dell'invasione, l'Ucraina disponeva di una sola batteria di pre-produzione (
Military Today).
Nelle immagini, dall'alto verso il basso: il veicolo lanciatore, il veicolo con il radar attivo/passivo, il missile.
E' probabile che gli ucraini abbiano beneficiato anche delle informazioni fornite dai satelliti e dai velivoli spia occidentali, che dall'inizio della guerra sorvegliavano le attività nel Mar Nero.
Sta di fatto che i due missili colpirono in pieno il Moskva, innescando incendi ed esplosioni.
L'incrociatore affondò nonostante i tentativi di domare le fiamme e di trainarlo in porto.
Ancora oggi, la versione ufficiale russa è che sull'incrociatore si sia verificato un incendio accidentale e che la nave è affondata a causa di una tempesta mentre veniva trainata in porto. Il numero reale delle vittime non è mai stato rivelato, ma il Moskva aveva un equipaggio di oltre 500 uomini.
La Marina Russa ha ammesso la perdita di un solo marinaio e ne ha dichiarati dispersi 27 (
Alarabiya News).
La disfatta di Kiev e l'affondamento del Moskva evidenziarono al mondo intero che gli ucraini non erano solo in grado di resistere, ma anche di colpire duramente e di umiliare Mosca.
La condanna internazionale.
Il 2 marzo del 2022, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione di condanna contro la Russia, per l'invasione dell'Ucraina.
La risoluzione fu approva da 141 nazioni.
35 furono gli astenuti, solo 5 i contrari: Russia, Bielorussia, Siria, Nord Corea e Eritrea.
Nessuno dei tanti altri stati amici di Mosca si oppose alla risoluzione. Nemmeno la Cina, nemmeno Cuba.
Quel voto diede la chiara misura dell'isolamento internazionale in cui la Russia stava precipitando.
Scontate le dichiarazioni di condanna degli Stati Uniti e dell'Unione Europea.
Un po' meno quella del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che scrisse a Putin: "Riporta i tuoi soldati in Russia".
Alle dichiarazioni di condanna fecero seguito anche le prime azioni concrete. La Russia fu progressivamente esclusa dai principali organismi internazionali: l'Assemblea del Consiglio d'Europa, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), il Consiglio ONU per i Diritti Umani (
Movimento Europeo) (
EuroNews).
La Russia fu esclusa anche dalla stragrande maggioranza degli eventi artistici e sportivi.
Le sanzioni.
Pochi giorni dopo l'invasione, due terzi delle riserve valutarie a disposizione della Banca Centrale Russa (pari a oltre 400 miliardi di dollari su 600), custoditi in varie nazioni del mondo, furono congelati (
NPR).
Il 1°marzo 2022, sommando le riserve valutarie agli altri beni (finanziari e immobiliari) congelati alla Russia e ai suoi principali esponenti,
il valore totale dei beni congelati ammontava a 1000 miliardi di dollari (
CNN).
Anche la
Svizzera, infrangendo il proprio tabù sulla neutralità, aderì con il proprio sistema bancario al congelamento dei fondi russi (
TV Svizzera).
Con il passare dei mesi e del prosieguo dell'aggressione russa, le sanzioni andarono sempre più intensificandosi, colpendo non solo l'economia ma tutti i materiali suscettibili di impiego militare e tagliando drasticamente gli scambi commerciali, le importazioni e le esportazioni.
Ulteriori pacchetti di sanzioni sono stati applicati nel corso del tempo, anche in questi giorni.
La questione più delicata, con riferimento alle sanzioni sugli scambi commerciali, era data dalla dipendenza europea rispetto al gas e al petrolio russi. Era opinione comune che la Russia avrebbe potuto ricattare l'Europa minacciando la chiusura dei rubinetti del gas.
Così non è stato. L'Europa è riuscita a tagliare le forniture di gas e petrolio dalla Russia senza subire conseguenze, diversificando le fonti di approvvigionamento.
Oggi il prezzo del gas, in Europa, è ritornato ai minimi pre-guerra:
L'economia russa, d'altro canto, ha retto l'impatto delle sanzioni, dei congelamenti dei beni, dell'esclusione dai principali circuiti finanziari internazionali. Grazie alla cooperazione commerciale con la Cina e altri paesi più o meno amici,
la Russia ha potuto continuare a esportare e a importare, sia pure con un sensibile calo dei profitti.
Ma ciò che più conta è che le sanzioni hanno fortemente colpito le capacità militari russe, soprattutto la possibilità dell'industria russa di ripianare le perdite. Buona parte dei mezzi più moderni, in dotazione alle forze armate di Mosca, utilizzavano componenti di produzione occidentale. Quelle componenti non sono più disponibili e la possibilità di rimpiazzarle con componenti prodotte da altri paesi (come la Cina) o di procurarle mediante triangolazioni con paesi compiacenti, è molto limitata.
Il risultato è che l
a Russia ha dovuto rispolverare dai depositi i vecchi carri armati T-54/T-55 e T-62 per rimpiazzare le perdite (
Forbes), non riesce a produrre un numero adeguato di aerei da combattimento e ha rinunciato ad utilizzare la propria aviazione sui cieli ucraini (
Inside Over), ha ridotto drasticamente la quantità dei missili intelligenti lanciati contro l'Ucraina ed è stata costretta a sostituirli con drone kamikaze progettati e costruiti in Iran, è stata costretta a rivolgersi alla Corea del Nord per ottenere proiettili d'artiglieria, razzi e missili.
Di fatto, le sanzioni hanno determinato il blocco dello sviluppo di nuovi armamenti che sarebbero preziosi per le operazioni militari. Due esempi lampanti sono il nuovo carro armato T-14 (foto sotto in alto) e il nuovo aereo da combattimento stealth SU-57 (foto sotto in basso). Nessuno dei due è entrato in produzione di serie e i pochi esemplari realizzati non risultano essere mai stati impiegati in Ucraina.
Le sanzioni non sono state sufficienti a piegare la Russia ma di certo hanno dato un significativo contributo alla resistenza ucraina.
Gli auti militari e la controffensiva del 2022.
Nelle prime settimane di guerra, la NATO e in generale il mondo occidentale furono restii all'invio di armi. In buona parte dell'opinione pubblica internazionale era diffusa l'idea che la guerra fosse stata provocata, almeno in parte, dalla stessa Ucraina per le questioni che riguardavano il Donbass e che comunque sarebbe stato possibile arrivare a una pace in tempi brevi, limitando al minimo le perdite umane.
Anche per questa ragione, all'inizio furono fornite all'Ucraina solo "armi difensive". Ossia armi leggere, munizioni, missili controcarro portatili (anche se qualcuno li considerava offensivi) e missili antiaerei spalleggiabili.
Ancora ad aprile del 2022 era così:
Poi, però, di fronte ai massacri di civili compiuti dai russi e all'insistenza di Mosca nel voler proseguire una guerra che ormai aveva chiaramente lo scopo di conquistare l'Ucraina (dato che il Donbass era stato ormai occupato, la Crimea era già stata annessa e le truppe russe avevano di fatto conquistato anche i territori a sud del fiume Dnipro, che collegavano il Donbass alla Crimea) la posizione occidentale iniziò a cambiare.
E fu così che arrivarono i primi lanciarazzi HIMARS.
All'inizio (giugno 2022) ne furono forniti appena quattro esemplari, dagli Stati Uniti (
ARES).
Gli HIMARS erano in grado di colpire con estrema precisione le posizioni nemiche da distanze superiori a quelle battute dalle artiglierie russe. Gli ucraini li utilizzarono con accortezza, distruggendo sistematicamente i centri logistici dell'esercito russo e badando a non esporli agli attacchi dell'aviazione russa, che non riuscì a distruggere nemmeno uno dei lanciarazzi.
Grazie agli HIMARS, gli ucraini furono in grado di mettere i russi nella condizione di dover abbandonare le proprie posizioni.
Nonostante i numeri ridotti (a luglio gli ucraini avevano ricevuto uin totale di 12 sistemi HIMARS)
l'effetto dei lanciarazzi americani fu devastante per i russi. Con i centri logistici e i depositi di munizioni e rifornimenti distrutti, i russi non potevano più sostenere le truppe al fronte e non potevano pensare di resistere alle forze ucraine che iniziavano a contrattaccare (
Inside Over).
Nei mesi successivi, le forze russe dovettero ritirarsi dalla regione Kharkiv, a est, incalzate dalle truppe ucraine (
Euronews). I russi lasciarono sul campo centinaia di mezzi e di equipaggiamenti, in gran parte intatti. La regione fu definitvamente liberata dalle forze ucraine nel settembre del 2022.
Analoga sorte toccò alle forze russe che occupavano Kherson, a sud. Le truppe russe dovettero attraversare frettolosamente il Dnipro, sotto i colpi delle artiglierie ucraine e fecero saltare i ponti per impedire alle truppe di Kiev di inseguirli. Questo accadeva nel novembre del 2022 (
CNN).
Le due sconfitte segnarono il successo della cosiddetta controffensiva ucraina dell'autunno del 2022, anche se gran parte del merito va ascritto proprio agli HIMARS.
L'evoluzione della situazione sul terreno fu questa:
Nella mappa, le aeree in celeste sono quelle liberate dagli ucraini con la vittoria di Kiev e con le operazioni controffensive a Kharkiv, Izyum e Kherson. La cartina mostra chiaramente la grandezza delle aree riconquistate dagli ucraini e la portata della disfatta russa.
Da quel momento, la fornitura delle armi "offensive" andò via via sbloccandosi.
Artiglierie pesanti da 155 mm di produzione occidentale, aerei ed elicotteri da combattimento di epoca sovietica, missili antiradar aviolanciati HARM e, infine carri armati, prima di epoca sovietica, poi di costruzione occidentale: MBT Leopard 1 e 2 e IFV Marder, MBT M-2 Abrams e IFV M-2 Bradley americani, MBT Challenger inglesi, IFV C-90 svedesi, IFV AMX-10RC francesi...
Non si è trattato di grandi numeri, sia chiaro. Parliamo di alcune centinaia di carri armati e IFV, che però si sono rivelati preziosi soprattutto per ridare fiato a un esercito ucraino in serie difficoltà a causa della vetustità dei mezzi di epoca sovietica di cui disponeva in precedenza e alle scarse possibilità di sopravvivenza che essi garantivano ai propri equipaggi.
Nel maggio del 2023 iniziarono le consegne dei missili aviolanciati inglesi
Storm Shadow (
BBC), poi seguite da quelle degli analoghi missili SCALP francesi (
Al Jazeera).
Sempre nel 2023 arrivarono i primi sistemi antiaerei a lungo raggio, in particolare i sistemi Patriot americani (due batterie) e SAMP-T italo-francesi (una batteria) e, infine, un gruppo di nazioni europee prese la decisione di fornire una settantina di aerei da combattimento F-16 Falcon, i cui primi esemplari dovrebbero arrivare entro la primavera del 2024.
Al momento, continuano a esistere forti criticità in relazione agli aiuti militari forniti dall'Occidente all'Ucraina.
Gli USA non intendono fornire i missili
ATACMS, lanciabili dagli HIMARS, che con la loro gittata di 300 km consentirebbero di colpire obiettivi in profondità dietro le linee russe. Gli americani hanno fornito agli ucraini solo un piccolo quantitativo (12-20 esemplari) di missili ATACMS della prima versione (circa 160 km di portata), con testata cluster (composta da centinaia di submunizioni, non più utilizzata dall'esercito americano), che sono stati utilizzati per colpire un paio di aeroporti militari russi nell'ottobre del 2023 (
Breaking Defense). Gli ATACMS più recenti, invece, consentirebbero di colpire tutta la Crimea e, soprattutto, il ponte Kerch che collega la penisola crimeana alla Russia.
La cartina, sotto, mostra il raggio d'azione degli ATACMS nella variante più recente (300 km) e in quella meno recente (165 km), nonché quello dei razzi GMLRS, il tipo di ordigno che gli ucraini stanno correntemente utilizzando sui loro sistemi lanciarazzi HIMARS e MLRS (quest'ultimo è la versione cingolata dell'HIMARS).
Parimenti, la Germania non ha inteso fornire i propri missili Taurus. Questi missili sono, grosso modo, assimilabili agli Storm Shadow / SCALP anglofrancesi, sono anch'essi aviolanciati ma hanno una portata di oltre 500 km. Questo consentirebbe agli aerei d'attacco ucraini di colpire bersagli in profondità senza entrare nel raggio d'azione della difesa antiaerea russa. Inoltre dispongono di un sistema di guida e di una testata che li rendono particolarmente efficaci nell'attacco ai ponti (e ovviamente il pensiero va al ponte di Kerch) e alle unità navali.
I carri armati di progettazione occidentale forniti all'Ucraina sono pochi e sono difficili da gestire perchè l'Ucraina non dispone di strutture attrezzate per assicurare la loro manutenzione e riparazion.
In particolare, l'Ucraina ha ricevuto (o sta ricevendo):
- circa 200 carri Leopard 1A5, un ottimo carro negli anni sessanta - settanta, ma ormai obsoleto; buona parte di questi carri giacevano abbandonati nei depositi e necessitano di essere rigenerati per funzionare adeguatamente;
- circa 120 carri Leopard 2 di almeno tre versioni differenti, di cui solo una ventina appartengono alla variante più recente Leopard 2A6;
- 31 carri M-1 Abrams, abbastanza moderni ma che richiedono una complessa manutenzione;
- 14 carri Challenger forniti dall'esercito inglese, moderni e che richiedono, anch'essi, una manutenzione complessa.
Quanto alle artiglierie, oltre ai sistemi HIMARS ed MLRS (una trentina di esemplari in tutto), numerose nazioni stanno fornendo centinaia di obici trainati e semoventi, nel calibro 155 mm, che è quello standard NATO.
Il numero di queste armi, per quanto significativo, è comunque insufficiente a sostituire i sistemi lanciarazzi e gli obici (trainati e semoventi) di epoca sovietica, di cui l'Ucraina disponeva in grandissime quantità.
Queste armi ex-sovietiche utilizzano munizioni con calibri diversi (in particolare, le artiglierie utilizzano i proiettili da 152 mm e non sono compatibili con i 155 mm della NATO) la cui disponibilità è molto scarsa per ovvi motivi: non sono prodotte dalle industrie dei paesi NATO e di certo l'Ucraina non può acquistarle da Mosca e dai suoi alleati.
D'altro canto, anche la disponibilità di munizioni da 155 mm, da parte dei paesi occidentali, è limitata: le aziende produttrici non sono attrezzate a mantenere i ritmi con cui i colpi vengono consumati nel conflitto ucraino (parliamo di molte migliaia di colpi sparati ogni giorno) (
Business Insider).
Del resto, persino i russi hanno incontrato difficoltà a sostenere il consumo di munizioni sul fronte e sono stati costretti ad acquistare razzi e proiettili dalla Corea del Nord (
AP su Radio Free Europe).
In conclusione, anche se gli aiuti militari occidentali all'Ucraina sono stati imponenti e preziosi, essi non sono ancora sufficienti a garantire, da soli, l'operatività di forze armate che, al momento dell'invasione, erano equipaggiate quasi esclusivamente con mezzi di epoca sovietica e non potevano contare su strutture idonee a garantire la manutenzione e la riparazione di mezzi di produzione occidentale. L'importanza di mantenere e potenziare il flusso di aiuti militari è quindi indiscutibile.
L'attacco al ponte di Crimea.
L'8 ottobre 2022, in coincidenza con il compleanno di Vladimir Putin (7 ottobre), una gigantesca esplosione devastò il ponte di Kerch, noto come "ponte di Crimea" perché è l'unico collegamento tra la Crimea e la Russia.



L'attacco fu un'altra umiliazione per Putin, non meno grave di quella subita con l'affondamento dell'incrociatore Moskva, sia per la coincidenza temporale con il suo compleanno sia perchè quel ponte era stato fortemente voluto da Putin come simbolo del legame inestricabile tra la penisola crimeana e la Russia. Le autorità russe ritengono che i servizi segreti ucraini abbiano organizzato l'attacco piazzando una potente carica esplosiva su un camion esploso proprio nel momento in cui la sezione ferroviaria del ponte era percorsa da un treno che trasportava materiale altamente infiammabile. Proprio la coincidenza del passaggio del treno induce a dubitare che la carica esplosiva fosse stata piazzata su un camion in transito sul ponte e fa propendere per l'ipotesi di una carica piazzata direttamente sotto il ponte da sabotatori ucraini arrivati via mare e fatta esplodere a distanza al momento del passaggio del convoglio ferroviario.
Sta di fatto che il ponte rimase inutilizzabile per mesi. Appena riparato, subì un altro attacco ucraino, permezzo di drone navali kamikaze, il 17 luglio 2023 (
Open) (
CNN).
Nonostante il ponte sia stato nuovamente riparato e protetto da straordinarie misure di sicurezza (pontoni anti-drone, reti anti sabotatori, sistemi antiaerei, cortine fumogene), le autorità russe hanno deciso di vietarne l'attraversamento da veicoli e convogli ferroviari che trasportino carichi esplosivi o incendiari. Questo ha costretto le forze armate russe a utilizzare le navi anfibie della Flotta del Mar Nero per rifornire di munizioni le proprie truppe in Crimea e in altri territori occupati. Ma, come illustrato in un altro paragrafo, questa soluzione ha comportato la perdita di numerose navi anfibie, colpite dagli ucraini.
Putin, ricercato n. 1
Il 17 marzo del 2023,
la Corte Internazionale di Giustizia ha spiccato due mandati di arresto internazionale contro Vladimir Putin, per crimini di guerra, con l'accusa di aver deportato e trasferito, in Russia, numerosi minorenni ucraini prelevati nei territori occupati dalle truppe russe (
Giurisprudenza Penale).
Questo provvedimento ha trasformato Putin in un criminale ricercato a livello mondiale e ha aumentato l'isolamento internazionale in cui già si trovava, limitandone ulteriormente le possibilità di movimento (di fatto ridotte a visite incrociate con i capi di stato della Bielorussia e della Corea del Nord), soprattutto verso quei paesi che riconoscono la giurisdizione della Corte Internazionale.
La guerra dei drone.
Da subito, il conflitto ucraino è stato caratterizzato dall'ampio uso dei drone (o "droni", volendo usare il termine italianizzato). In particolare, gli ucraini utilizzarono gli RPV armati, di costruzione turca,
TB2 Bayraktar sia per la ricognizione che per la designazione di bersagli a favore delle artiglierie che per l'attacco diretto utilizzando missili aria-terra.
Nei primi mesi del conflitto, questi drone sono stati fondamentali, assieme ai missili controcarro Javelin, per bloccare l'avanzata delle colonne corazzate russe. Tuttavia, i TB2 sono lenti e vulnerabili e quasi tutti gli esemplari in dotazione alle forze armate ucraine (che ne avevano poche decine) sono stati abbattuti. Trattandosi di velivoli notevolmente costosi (circa 5 milioni di dollari l'uno) e con scarsissime capacità di sopravvivenza nei confronti dei sistemi antiaerei russi, gli ucraini hanno diradato l'utilizzo dei pochi esemplari rimasti.
Al loro posto, gli ucraini hanno iniziato a utilizzare piccoli drone di derivazione commerciale, anche adattati a trasportare e sganciare piccole granate. Gli ucraini hanno anche ricevuto drone kamikaze esplosivi e hanno adattato a questo ruolo vari modelli di drone commerciali. Le forze russe erano impreparate ad affrontare questo tipo di minaccia e hanno subito notevoli perdite di uomini e materiali a causa di questi piccoli ma efficaci drone. Nel prosieguo della guerra, però, anche i russi hanno. iniziato a utilizzare piccoli drone di vario tipo per colpire le forze ucraine.
Nell'immagine sotto, un tipico esempio della cratività ucraina: un minidrone commerciale trasformato in "bombardiere" con due granate sganciabili:
Con il prolungarsi della guerra ben oltre le loro aspettative, i russi hanno cominciato a ritrovarsi a corto di missili a lungo raggio, utilizzati in modo massiccio per compensare l'assenza dell'aviazione tattica, costretta a rimanere a distanza di sicurezza dai sistemi antiaerei ucraini.
A partire dall'estate del 2023, i russi hanno iniziato, pertanto, a utilizzare i
drone Shahed-136 prodotti e forniti dall'Iran, ribattezzati
Geran-2:
Questi drone hanno un'autonomia di ben 2500 km e trasportano una testata esplosiva pesante circa 35-40 kg, con un velocità massima di circa 180 km/h. Sono guidati con un sistema di navigazione inerziale / satellitare e sono molto economici (circa 25.000 dollari l'uno) per cui possono essere prodotti e lanciati in grandi quantità.
I russi ne hanno utilizzati migliaia e continuano a utilizzarli in attacchi di saturazione, ma gli ucraini hanno allestito una difesa aerea stratificata che fa uso di fucili elettronici (per disturbare i sistemi di guida dei drone), mitragliatrici, semoventi con cannoni antiaerei Gepard (forniti dalla Germania) e missili antiaerei a corto raggio. Questa rete consente di abbattere la stragrande maggioranza dei drone lanciati contro le infrastrutture civili e militari ucraine. Ciò nonostante, gli Shahed restano una minaccia estremamente insidiosa, soprattutto per gli obiettivi più vulnerabili quali le centrali di trasformazione dell'energia elettrica e i depositi di munizioni e carburanti.
Nel frattempo, gli ucraini hanno iniziato a produrre drone con autonomia sempre maggiore. Almeno un paio di questi drone sono riusciti a colpire il Cremlino, il 3 maggio del 2023, infliggendo un'ulteriore umiliazione a Putin.
Da quel momento in poi, gli attacchi compiuti dagli ucraini, a mezzo di drone, contro le infrastrutture russe, in territorio russo, si sono fatti sempre più frequenti e negli ultimi mesi hanno preso di mira gli impianti per la raffinazione di carburanti, provocando un drastico calo nelle esportazioni russe di gas e petrolio.
Il duello dei missili.
I russi hanno fatto largo uso del proprio arsenale di missili da crociera, missili supersonici, missili ipersonici, per colpire le città e le infrastrutture ucraine. Le forze di difesa aerea ucraine, che inizialmente facevano affidamento solo sui datati sistemi S300 di epoca sovietica, sono riuscite ad abbattere gran parte dei missili da crociera e un buon numero di missili supersonici, ma erano del tutto inermi nei confronti dei missili ipersonici Iskander (lanciati da terra) e Kinzhal (lanciati dai velivoli da combattimento MIG-31).
La situazione è cambiata con l'arrivo di sistemi missilistici antiaerei di produzione occidentale e, soprattutto con il dispiegamento delle prime batterie di missili americani Patriot. Gli ucraini hanno ricevuto due batterie di Patriot (una fornita dagli USA e una dalla Germania) nell'aprile del 2023 (
AP News).
Le due batterie sono state schierate entrambe a protezione della capitale Kiev.
La notte del 4 maggio 2023,
una di queste batterie ha intercettato e distrutto un missile Kinzhal lanciato dai russi verso Kiev (
The Aviationist) (
AINonline).
E' stata la prima intercettazione reale di un missile ipersonico nella Storia.
I russi si erano sempre fatti vanto dell'impossibilità di intercettare i propri missili ipersonici e le immagini dei rottami del Kinzhal, esibite sul Web, furono un ennesimo schiaffo al loro orgoglio.
Uno smacco così difficile da ammettere che i russi tentarono di smentire la circostanza e molti filorussi cercarono, pateticamente, di sostenere che quei rottami appartenessero a un altro tipo di ordigno. Gli occhi degli esperti, però, non ebbero alcun dubbio a identificare con certezza i rottami (
Guerra in Ucraina).
Il 16 maggio del 2023, con l'evidente scopo di riscattare quell'umiliazione, l'aviazione russa lanciò un complesso attacco di saturazione contro una delle batterie Patriot dislocate a Kiev. Decine di drone Shahed-136 e di missili da crociera furono lanciati allo scopo di attivare le difese aeree ucraine e costringere la batteria di Patriot ad azionare i propri radar. Uno o più velivoli russi da ricognizione elettronica rilevarono le emissioni radar del sistema Patriot e localizzarono con precisione la batteria. Ben sei MIG-31, già in volo, lanciarono altrettanti missili Kinzhal contro di essa. Grazie alla loro velocità ipersonica, i missili avrebbero raggiunto la batteria nel giro di pochi minuti, prima che riuscesse a cambiare posizione e l'avrebbero distrutta.
Il piano non funzionò.
Il sistema Patriot non solo riuscì a respingere l'attacco di saturazione lanciato con i drone e con i missili da crociera, ma
intercettò e distrusse tutti e sei i missili Kinzhal in arrivo, l'ultimo dei quali quando mancavano pochissimi secondi all'impatto (infatti, i rottami di quest'ultimo Kinzhal hanno danneggiato un componente della batteria, senza riuscire a pregiudicarne l'operatività, che è stato rapidamente riparato). (
Inside Over)
Le immagini della batteria Patriot che si difende dall'attacco lanciando i propri missili con un ritmo velocissimo hanno fatto il giro del mondo:
Il successo nel respingere l'attacco è entrato negli annali della storia militare (
Guerra in Ucraina).
Da quel momento in poi,
i sistemi Patriot hanno abbattuto tutti i missili Kinzhal lanciati contro di essi e contro gli obiettivi che proteggevano (25 missili Kinzhal abbattuti al gennaio 2024) ma hanno anche respinto un altro attacco di saturazione con ben 10 missili Kinzhal, lanciato il 2 gennaio del 2024 (
Defence Industry) (
Defence Blog).
Il recupero della testata di un Kinzhal abbattuto:
Con lo schieramento dei Patriot, i russi hanno perso la capacità di colpire impunemente qualsiasi bersaglio ucraino, utilizzando i missili ipersonici Kinzhal.
Tuttavia, è importante tenere a mente che al momento gli ucraini dispongono di pochissime batterie di Patriot (3 o 4 in tutto) e pertanto possono proteggere solo aree limitate.
La ribellione di Prigozhin.
Dopo la consegna dei primi lotti di carri armati e mezzi corazzati occidentali all'Ucraina, nel 2023 si era creata una forte aspettativa per una controffensiva ucraina sulla falsariga di quella del 2022, che aveva costretto i russi a ritirarsi da Karkhiv e da Kerson.
I russi hanno pensato bene di trincerarsi in difesa e hanno avuto molti mesi di tempo per farlo e per prepararsi.
Le prime puntate offensive ucraine hanno dovuto fare i conti con estesi campi minati e con un pesante sbarramento di artiglieria. Gli ucraini hanno perso parecchi uomini e mezzi corazzati e alla fine hanno deciso di desistere.
La mano è quindi passata ai russi, che hanno ripreso le operazioni offensive.
L'obiettivo principale della pressione russa è stata la città di Bakhmut, considerata indispensabile per proseguire l'avanzata con lo scopo di completare l'occupazione del Donbass.
A Bakhmut è stata impiegata l'armata Wagner, un corpo di mercenari comandato da Evgenji Prigozhin, braccio destro di Putin, formato in gran parte da detenuti arruolati nelle carceri russe.
Gli ucraini hanno opposto una strenua resistenza ma alla fine hanno dovuto ritirarsi e cedere ai russi il controllo della città.
La conquista di Bakhmut, avvenuta il 20 maggio del 2023, ha avuto un costo molto elevato per i russi, in termini di vite umane. Lo stesso Evgenij Prigozhin, comandante della Wagner, ha ammesso di aver perso 20.000 uomini nei combattimenti (
Wikipedia) (
Quora).
Sta di fatto che, dopo quella battaglia, anche in seguito ai crescenti dissidi con lo stato maggiore russo e con lo stesso Putin (
Quora),
Prigozhin decise di ritirare la Wagner dalle operazioni in Ucraina.
Nel mese di giugno del 2023, il Cremlino ordinò che i mercenari della Wagner fossero incorporati nelle forze armate russe. Per tutta risposta, Prigozhin iniziò a fare una serie di rivelazioni che misero in grande imbarazzo Putin. Infatti, Prigozhin ammise che la questione del Donbass era stata creata ad arte dal Cremlino, che gli ucraini non avevano attaccato i filorussi in Donbass, che le giustificazioni dell'invasione addotte dal Cremlino erano false.
La situazione andò progressivamente degenerando e a un certo punto un acquartieramento della Wagner fu colpito da un ordigno non meglio specificato, che causò numerosi morti (la circostanza non è stata confermata da fonti indipendenti). Prigozhin accusò i militari russi dell'attacco e diede il via a un vero e proprio ammutinamento.
I mercenari della Wagner occuparono la città di Rostov On Don (acclamati dai residenti).
Mentre una parte delle forze di Prigozhin prendeva il controllo di Rostov On Don, una colonna corazzata della Wagner puntò verso Mosca.
Ci furono scontri con l'esercito e l'aviazione russa. Un velivolo posto comando Il-22 russo fu abbattuto dai sistemi antiaerei della Wagner. L'esercito russo predispose postazioni difensive a Mosca e lungo la direttrice di avanzata della Wagner.
Il 24 giugno del 2023, anche grazie all'
intermediazione del presidente bielorusso Lukashenko, fu raggiunto un accordo. Sostanzialmente, Putin concesse l'immunità a Prigozhin e ai suoi mercenari, che però avrebbero dovuto cedere le armi pesanti e trasferirsi in Bielorussia. Prigozhin accettò, i militari della Wagner si ritirarono (
Reuters).
Il 23 agosto del 2023, Prigozhin e lo stato maggiore della Wagner erano in volo su un aereo privato diretto a San Pietroburgo, quando un'esplosione distrusse il velivolo che precipitò al suolo.
Non ci furono superstiti. Non è noto se l'aereo sia stato distrutto da un missile o dall'esplosione di un ordigno posizionato al suo interno (
Quora).
La Flotta del Mar Nero costretta a nascondersi.
Dopo l'affondamento dell'incrociatore Moskva, gli ucraini hanno continuato a colpire le unità navali della Flotta Russa del Mar Nero, utilizzando i missili Storm Shadow e SCALP per colpire le navi all'interno dei cantieri di manutenzione e i drone navali kamikaze per colpirle in navigazione o alla fonda. Tra le perdite più significative, spiccano quelle di un sottomarino classe Kilo e di una corvetta lanciamissili classe Tarantul.
La Marina Russa si è trovata costretta a ritirare le navi dal porto di Sebastopoli, ormai diventato troppo vulnerabile e spostarle in quello di Novorissisk, molto più lontano.
Questo, di fatto, ha comportato la perdita del controllo navale sul Mar Nero.
Tuttavia, per trasportare le munizioni necessarie alle proprie truppe in Crimea e al fronte, i russi stanno utilizzando le navi anfibie, grazie alla loro capacità di caricare e scaricare il carico direttamente sulle spiagge. L'utilizzo delle navi anfibie si è reso necessario dopo i ripetuti attacchi ucraini al ponte Kerch, unico collegamento tra la Crimea e il territorio russo.
Questo ha esposto le navi anfibie agli attacchi ucraini e dall'inizio della guerra ne sono state distrutte o affondate almeno 4 (
RID).
Sotto, l'esplosione che ha distrutto la nave anfibia Kunikov, il 14 febbraio 2024:
L'incapacità della flotta russa di imporre la propria supremazia sul Mar Nero fa il paio con quello dell'aviazione, che non è stata capace di imporre la propria superiorità aerea sugli spazi aerei ucraini.
Peraltro, la Flotta del Mar Nero non può contare sull'arrivo di nuove navi. La Turchia, infatti, ha chiuso gli stretti dei Dardanelli a tutte le navi militari russe, così come previsto dai trattati internazionali sottoscritti dai turchi, che impongono il divieto di transito alle navi da guerra dei paesi belligeranti.
La situazione dopo due anni.
Si avvicinano le elezioni presidenziali in Russia e Putin è, di fatto, l'unico candidato, avendo eliminato, in un modo o nell'altro, tutti gli oppositori più quotati.
I servizi segreti russi avevano tentato di avvelenarlo con un agente chimico nervino, poi è stato accusato e condannato, per reati inventati di sana piana, al termine di un processo farsa. Quindi è stato recluso in una prigione lontana da Mosca e infine in una prigione vicina al circolo polare artico.
Lì è morto, in qualche giorno imprecisato di febbraio del 2024.
L'eliminazione di Navalny ha fatto il paio con il lancio di una serie di offensive terrestri nell'area di Avdiivka, Bakhmut e Robotyne, appoggiate dall'aviazione tattica russa.
E' evidente che Putin ha voluto eliminare ogni potenziale intralcio alla sua vittoria elettorale e nascondere brogli e intimidazioni con qualche sanguinosa vittoria sul campo da spacciare come un grande successo militare.
A suo favore gioca l'impasse del Congresso statunitense che, per via dell'opposizione politica dei repubblicani, non riesce ad approvare la prosecuzione degli aiuti militari in favore dell'Ucraina, la cui copertura finanziaria è scaduta il 31 dicembre del 2024.
L'Europa, anche per compensare la sospensione degli aiuti militari americani, ha stanziato e sta stanziando, sia a livello di Unione Europea che a livello di singoli paesi, parecchie decine di miliardi di euro che dovrebbero consentire di finanziare i capitoli più importanti: acquisto di munizioni per le artiglierie e i sistemi di difesa aerea, acquisto di drone, manutenzione di mezzi ed equipaggiamenti, fornitura e manutenzione dei caccia F-16, addestramento del personale militare, fornitura di generatori e componenti per la produzione e il trasporto di energia elettrica. (
Il Sole 24 Ore) (
RSI Info).
Senza gli aiuti americani, però, l'Ucraina ha poche speranze di poter riconquistare i territori occupati dai russi e dovrà, anzi, faticare parecchio solo per contenere la pressione offensiva di Mosca.
La Russia, d'altro canto, ha già consumato immense risorse umane e militari in questa guerra e non può permettersi di mantenere l'attuale tasso di perdite ancora a lungo. La strategia di Putin è quella di mantenere la pressione finché l'Ucraina e i suoi alleati cederanno per stanchezza e acconsentiranno a concordare una pace vantaggiosa per Mosca.
La
strategia ucraina, sino all'anno scorso caratterizzata dagli sforzi per riconquistare i territori occupati, ha dovuto fare i conti con la carenza di risorse umane. Come per i russi, le perdite umane ucraine sono state molto elevate, nell'ordine di parecchie decine di migliaia di morti e un numero almeno triplo di feriti non più impiegabili in combattimento. Ma il serbatoio da cui attingere per sostituire le perdite è molto più limitato di quello russo. Inoltre, i russi non si fanno remore a ingaggiare mercenari nelle carceri, in Africa, persino in
Nepal.
In questo momento, gli ucraini stanno applicando la tattica di cedere terreno lentamente, infliggendo perdite il più possibile alte ai russi, per fiaccarne le capacità offensive, nella speranza che gli americani riprendano al più presto a finanziare gli aiuti militari. Nel frattempo, continuano a logorare l'apparato militare e le infrastrutture russe, abbattendo costosi aerei da combattimento, affondando le navi della Flotta del Mar Nero, colpendo raffinerie di carburante. Anche gli ucraini, in fondo, sperano che i russi si stanchino della guerra.
In un certo senso, si può dire che la guerra è arrivata a un punto tale che sarà la stanchezza a determinarne vincitori e vinti. Chi si stancherà per primo?
Cronologia sintetica dei fatti salienti della guerra.
1 dicembre 1991 - Indipendenza dell'Ucraina, approvata dal 90% dei votanti (fra, cui, la maggioranza dei votanti nelle regioni del Donbass e della Crimea).
22 giugno 1994 - La Russia aderisce al programma Partnership for Peace, un programma di cooperazione tra NATO, paesi ex nemici e paesi neutrali.
5 dicembre 1994 - Ucraina e Russia firmano il memorandum di Budapest, nel quale l'Ucraina accetta di trasferire alla Russia le armi nucleari sul proprio territorio e la Russia si impegna a rispettare la sovranità territoriale ucraina.
27 maggio 1997 - NATO e Russia firmano il Foundation Act, con il quale le parti avviano una reciproca cooperazione e la Russia acconsente all'allargamento a Est della NATO.
8 agosto 1999 - Vladimir Putin, ex ufficiale dei servizi segreti russi, viene nominato primo ministro.
7 maggio 2000 - Vladimir Putin, dopo le dimissioni del presidente Eltsin, vince le elezioni presidenziali e diventa presidente della Russia.
8 agosto 2008 - La Russia invade la Georgia, occupa le regioni dell'Abcasia e dell'Ossezia del Sud.
22 febbraio 2014 - Dopo mesi di proteste popolari, conosciute come Euromaidan, il presidente ucraino Viktor Janukovic, sfiduciato dal Parlamento, fugge verso la Russia. Il giorno successivo, il parlamento nomina presidente ad interim Oleksnader Turcynov.
23 febbraio 2014 - La Russia, utilizzando truppe prive di insegne, invade e occupa la Crimea.
1 marzo 2014 - Iniziano i disordini nel Donbass, innescati da milizie filorusse e mercenari russi. Le due regioni di Donetsk e Luhansk dichiarano l'autonomia rispetto al governo centrale ucraino.
18 marzo 2014 - La Russia annette la Crimea.
17 luglio 2014 - Un missile antiaereo russo, lanciato dalle milizie filorusse del Donbass, abbatte il volo MH-17, un Boeing 777 malese in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur. Muoiono quasi 300 persone tra passeggeri ed equipaggio. La Russia cerca di dare la colpa agli ucraini.
5 settembre 2014 - Ucraina e Russia firmano il Protocollo di Minsk per il cessate in fuoco .
11 febbraio 2015 - Ucraina e Russia firmano un secondo Protocollo di Minsk, che prevede la concessione di una parziale autonomia alle regioni separatiste a fronte del ritiro di tutte le forze armate straniere del ripristino del controllo militare ucraino nella regione.
20 maggio 2019 - Volodymir Zelensky diventa presidente dell'Ucraina, dopo aver vinto le elezioni con una larga maggioranza.
19 febbraio 2021 - Le autorità giudiziarie ucraine mettono sotto accusa l'oligarca filorusso Viktor Medvedchuk, deputato del parlamento ucraino, accusato di finanziare le milizie armate separatiste nel Donbass.
21 febbraio 2021 - I russi iniziano ad ammassare truppe ai confini con l'Ucraina.
3 marzo 2021 - I separatisti del Donbass dichiarano di essere autorizzati da Mosca a colpire obiettivi ucraini.
13 maggio 2021 - Medvedchuck viene arrestato e posto agli arresti domiciliari.
15 febbraio 2022 - Gli USA avvertono che la Russia sta per invadere l'Ucraina. Putin smentisce.
24 febbraio 2022 - La Russia invade l'Ucraina da nord, est e sud e tentano di prendere il controllo dell'aeroporto di Hostomel, vicino Kiev. Attacchi aerei e missilistici colpiscono le infrastrutture militari e civili ucraine. L'esercito ucraino riesce a rallentare l'avanzata dei mezzi corazzati russi e impedisce alle forze aerotrasportate russe di prendere il controllo dell'aeroporto di Hostomel. Forze speciali russe tentano di prendere il controllo della capitale, Kiev, ma vengono annientate dalle forze di sicurezza e di difesa ucraine.
25 febbraio 2022 - Gli USA annunciano che forniranno armi difensive agli ucraini. Vari altri paesi europei si allineano a questa decisione, innescando polemiche interne con le forze politiche contrarie a fornire armi.
1 marzo 2022 - Intorno a questa data, gli USA e numerosi altri paesi, europei e non, iniziano a varare una serie di sanzioni contro la Russia e i suoi oligarchi, finalizzate a colpire l'economia bellica russa.
2 marzo 2022 - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con 141 voti favorevoli e solo 5 contrari, condanna l'invasione russa. Nello stesso giorno, un convoglio di mezzi corazzati, lungo oltre 60 km e proveniente dai confini settentrionali con la Bielorussia e la Russia, punta in direzione dell'aeroporto di Hostomel e su Kiev.
16 marzo 2022 - Gli ucraini iniziano ad attaccare il convoglio corazzato diretto verso Kiev e a lanciare operazioni controffensive in tutto il settore settentrionale.
29 marzo 2022 - Si concludono con un nulla di fatto le trattative di pace che le delegazioni di Ucraina e Russia avevano intrapreso sin dall'inizio dell'invasione. Gli incontri si erano tenuti prevalentemente in Turchia.
5 aprile 2022 - La Repubblica Ceca annuncia che fornirà carri armati T-72, di epoca sovietica, all'Ucraina. Da questo momento si "sblocca" la fornitura di armi pesanti ("offensive") all'Ucraina.
21 aprile 2022 - Gli USA approvano la fornitura all'Ucraina di artiglierie calibro 155 mm.
31 maggio 2022 - Gli USA approvano la fornitura all'Ucraina dei primi 4 sistemi lanciarazzi semoventi HIMARS.
8 aprile 2022 - Le operazioni controffensive ucraine nel settore settentrionale, terminano con la totale disfatta delle forze armate russe, costrette a ritirarsi lasciando sul campo una gran quantità di equipaggiamenti, sia intatti che distrutti. Nei giorni precedenti, gli ucraini avevano scoperto i massacri compiuti dai russi in danno della popolazione civile di Bucha.
14 aprile 2022 - L'incrociatore lanciamissili Moskva, nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero, viene colpito e affondato da due missili antinave ucraini.
15 maggio 2022 - Più o meno attorno a questa data, si registra la sostanziale cessazione delle operazioni aeree dell'aviazione tattica russa nello spazio aereo ucraino. La ragione è attribuita alle perdite eccessive subite ad opera delle difese aeree ucraine.
20 maggio 2022 - Gli ultimi difensori ucraini nella città di Mariupol, asserragliati nelle acciaierie Azov, si arrendono. Tra essi, centinaia di appartenenti al cosiddetto "battaglione Azov", in realtà una brigata articolata su più battaglioni.
4 luglio 2022 - Gli ucraini riconquistano l'Isola dei Serpenti, che era stata occupata dai russi con un'azione navale all'inizio della guerra. Nelle settimane precedenti, gli ucraini avevano affondato una nave traghetto che trasportava rifornimenti alla guarnigione russa, colpendola con due missili antinave Harpoon. Inoltre, avevano affondati alcune unità navali veloci tipo Raptor e danneggiato una nave anfibia che fornivano supporto alla guarnigione. Infine, avevano colpito e distrutto i sistemi di difesa aerea russi sull'isola.
20 luglio 2022 - Gli USA approvano la fornitura di ulteriori HIMARS, portando il totale a 16 semoventi lanciarazzi.
3 agosto 2022 - I russi iniziano operazioni offensive nel settore orientale del fronte, nell'area compresa tra Donetsk e Luhansk, allo scopo di conquistare alcune cittadine, fra cui Soledar e Bakhmut.
5 agosto 2022 - L'Iran inizia a fornire drone kamikaze Shahed 136 acca Russia.
6 settembre 2022 - Gli ucraini lanciano un'operazione controffensiva nel settore di Kharkiv. Nel giro di tre settimane, le truppe russe sono costrette a ritirarsi precipitosamente da tutto il settore. Le operazioni si concludono con la liberazione dell'intera regione, il 2 ottobre 2022.
21 settembre 2022 - Putin ordina la mobilitazione di 300.000 riservisti.
8 ottobre 2022 - Gli ucraini colpiscono il ponte Kerch che collega la Crimea alla Russia, danneggiandolo gravemente e interrompendo il traffico stradale e ferroviario. Il giorno prima era stato il compleanno di Putin.
28 ottobre 2022 - I russi lanciano un'operazione offensiva per prendere la cittadina di Vuhledar, nel Donetsk. Nonostante aspri combattimenti e ingenti perdite di uomini e mezzi, ad oggi la cittadina è ancora in mano ucraina.
4 novembre 2022 - Gli USA autorizzano la fornitura di 45 carri armati T-72 rigenerati.
9 novembre 2022 - La Russia annuncia il ritiro delle proprie forze da Kherson, in seguito alla calzante pressione delle azioni controffensive ucraine.
21 dicembre 2022 - Gli USA autorizzano la fornitura del primo sistema antiaereo Patriot.
16 gennaio 2023 - I russi conquistano la cittadina di Soledar e proseguono la pressione offensiva verso Bakhmut.
25 gennaio 2023 - La Germania autorizza la fornitura di carri armati Leopard 2 all'Ucraina, dopo che gli USA hanno annunciato la fornitura di una trentina di carri M-1 Abrams. Nelle settimane successive, altri paesi europei autorizzano la fornitura di carri armati occidentali.
14 marzo 2023 - I russi abbattono un drone da ricognizione Reaper sul Mar Nero. Le autorità russe smentiscono e parlano di incidente ma vengono sbugiardati dalle immagini televisive riprese dal Reaper.
17 marzo 2023 - La Corte Internazionale di Giustizia spicca due mandati di arresto contro Putin, per crimini di guerra.
4 aprile 2023 - La Finlandia entra nella NATO. Anche la Svezia ha chiesto di entrare nella NATO ma la sua adesione è temporaneamente bloccata dal veto del presidente turco Erdogan.
3 maggio 2023 - Almeno due drone kamikaze colpiscono il Cremlino. L'Ucraina non conferma il proprio coinvolgimento nell'attacco. Nello stesso giorno, una batteria ucraina di missili Patriot intercetta con successo un missile ipersonico Kinzhal lanciato dai russi contro Kiev. Da quel momento, tutti i missili Kinzhal lanciati contro obiettivi protetti dai Patriot, sono stati abbattuti.
11 maggio 2023 - L'Inghilterra comunica di aver fornito missili Storm Shadow all'Ucraina.
20 maggio 2023 - Dopo quasi 10 mesi di combattimento, i russi riescono a conquistare la cittadina di Bakhmut, nella regione di Donetsk. Questa è stata la battaglia principale combattuta dal gruppo mercenario russo Wagner, che negli scontri ha perso 20.000 uomini, per ammissione del suo stesso comandante.
1 giugno 2023 - Tra la fine di maggio e i primi di giugno, gli ucraini lanciano una serie operazioni controffensive nelle regione di Donetsk e Zaporizhzhia, liberando un totale di 14 villaggi ma senza riuscire a sfondare le principali linee difensive russe, protette da sbarramenti di campi minati e di fuoco d'artiglieria. La spinta controffensiva si arena e gli ucraini subiscono perdite significative.
23 giugno 2023 - Prigozhin con i suoi mercenari della Wagner si ribella contro il Cremlino. Nel giro di poche ore la Wagner prende il controllo della città russa di Rostov e inizia a puntare se Mosca. Grazie alla mediazione del presidente bielorusso Lukashenko, la rivolta viene fermata.
17 luglio 2023 - Gli ucraini colpiscono nuovamente il ponte Kerch, che era stato appena riparato, danneggiandone gravemente una sezione. Il ponte verrà riparato nuovamente, ma da allora il traffico sul ponte subisce limitazioni.
22 agosto 2023 - L'Ucraina comunica di aver ricevuto missili SCALP dalla Francia.
23 agosto 2023 - Evgenij Prigozhin viene ucciso nell'esplosione dell'aereo privato su cui viaggiava, diretto a San Pietroburgo. Assieme a lui, muoiono i componenti dello stato maggiore della Wagner.
12 settembre 2023 - Gli ucraini riprendono il controllo delle piattaforme petrolifere sul Mar Nero, che erano state occupate dai russi all'inizio della guerra.
13 settembre 2023 - Gli ucraini attaccano il porto di Sebastopoli con missili Storm Shadow / SCALP e distruggono una nave anfibia e un sottomarino classe Kilo che si trovavano in bacino per manutenzione.
1 gennaio 2024 - Da questo momento si interrompono i finanziamenti statunitensi per la fornitura di armi all'Ucraina. Il Congresso americano, infatti, non ha approvato lo stanziamento di fondi per l'anno 2024 per l'Ucraina, Israele e Taiwan. Lo stallo è causato dalla posizione contraria dei repubblicani, che chiedono, in cambio del loro consenso, un irrigidimento nei confronti dell'immigrazione dalle frontiere con il Messico.
1 febbraio 2024 - Gli ucraini affondano una corvetta lanciamissili russa classe Tarantul.
9 febbraio 2024 - Drone kamikaze ucraini colpiscono alcune raffinerie di petrolio in Russia. Altre raffinerie erano state attaccate nelle settimane procedenti. L'esportazione di prodotti petroliferi e di gas russi subisce un significativo decremento.
14 febbraio 2024 - Gli ucraini colpiscono la nave anfibia Kunikov mentre trasporta un carico di munizioni. La nave esplode e affonda rapidamente. E' l'ultimo di una nutrita serie di attacchi compiuti dagli ucraini utilizzando drone navali di propria concezione.
16 febbraio 2024 - Alexei Navalny muore in carcere.
17 febbraio 2024 - Dopo quasi due anni di sanguinosi combattimenti e tentativi di prendere la cittadina, i russi riescono a sfondare le difese ucraine di Avdiivka, nel Donetsk. Gli ucraini ricevono l'ordine di ritirarsi quando ormai la cittadina è quasi del tutto accerchiata dalle forze russe e subiscono ingenti perdite.
Per saperne di più
Per seguire le principali vicende della guerra in Ucraina e consultare i resoconti sull'evolversi della situazione e gli approfondimenti sui vari aspetti del conflitto, ho creato un canale dedicato su Quora:
Gli avvisi sugli aggiornamenti di questo post saranno pubblicati sul medesimo canale.